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Revisione Periodica Universale

 

Revisione Periodica Universale

CONSIGLIO DIRITTI UMANI – REVISIONE PERIODICA UNIVERSALE

Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU) ha introdotto nel 2011 la procedura revisionata per l’esame della situazione dei diritti umani in tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, c.d. Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – UPR). 

L’esame ha una cadenza ciclica di quattro anni e mezzo e si articola in quattordici sessioni (ad eccezione delle due per il primo anno, in linea generale le sessioni annuali sono tre) di un apposito gruppo di lavoro del Consiglio dei Diritti Umani (UPR Working Group). In ciascuna sessione vengono esaminati 14 paesi per un totale di 42 paesi all’anno. L’elenco degli Stati da esaminare è redatto per estrazione a sorte sulla base di una serie di parametri al fine di assicurare che i paesi membri del Consiglio siano interessati dalla procedura per primi e che in ogni sessione siano presenti paesi provenienti da diverse aree geografiche.

PROCEDURE

Il processo di Revisione Periodica Universale, disciplinato per il II ciclo dalla Risoluzione del CDU n. 16/21, attraverso cui viene esaminata la situazione dei diritti umani in tutti i paesi delle Nazioni Unite, si svolge in due fasi: la prima, nell’ambito di un apposito gruppo di lavoro a composizione aperta (UPR Working Group) dove hanno diritto di parola soltanto gli stati, con sedute dedicate ai singoli paesi esaminati della durata di tre ore e mezzo; la seconda, a livello di sessione plenaria del Consiglio, dove possono intervenire anche le organizzazioni non governative (ONG).

La prima fase dell’esame, nell’ambito del gruppo di lavoro, viene condotta  sulla base di tre documenti : il rapporto nazionale, redatto dal governo dello stato esaminato in una delle lingue ufficiali delle N.U.; la raccolta, effettuata dall’OHCHR (Ufficio dell’Alto Commissario delle N.U. per i diritti umani), delle informazioni ricavate dai comitati di controllo delle convenzioni (Treaty Bodies), dalle procedure speciali (relatori speciali, esperti indipendenti e meccanismi assimilati) e da altri documenti ufficiali delle N.U.; una compilazione sintetica  di informazioni aggiuntive messe a disposizione da altre parti interessate (relevant stakeholders), e cioè essenzialmente da ONG.

Nel corso del dibattito lo stato esaminato ha disposizione un’ora e dieci minuti di intervento, che può suddividere in una presentazione ed in uno o più interventi di risposta alle domande e/o raccomandazioni ricevute sia per iscritto nei giorni precedenti, sia oralmente durante il dibattito.

Al termine del dibattito di tre ore e mezzo, il Segretariato del CDU, coadiuvato da una troika composta da stati membri del Consiglio estratti a sorte, redige un rapporto. Il documento contiene un sintetico processo verbale della seduta e si conclude con un  elenco di “raccomandazioni” rivolte al paese esaminato che rappresentano l’aspetto più rilevante dell’esercizio. Lo stato interessato può accettarle, in tutto o in parte, o riservarsi di fornire ulteriori elementi nella fase successiva. Il rapporto viene quindi formalmente adottato dal gruppo di lavoro due giorni dopo la seduta. Se lo ritiene utile, lo stato esaminato può presentare, prima della fase successiva nella plenaria del Consiglio, un ulteriore documento nazionale contenente commenti, riposte o impegni volontari aggiuntivi.

La seconda fase dell’esame ha luogo nella prima sessione plenaria utile del Consiglio dei Diritti Umani ove viene discusso il rapporto presentato dal Gruppo di Lavoro (ed eventualmente l’ulteriore documento nazionale presentato dallo stato). I 60 minuti a disposizione vengono divisi in tre parti: il paese esaminato dispone di 20 minuti per il proprio intervento; gli stati membri del Consiglio o osservatori ugualmente di 20 minuti così come le ONG (che a differenza di quanto avviene nel Gruppo di Lavoro possono intervenire). Il Segretariato redige infine il documento conclusivo (outcome of the review).

L’Italia ha effettuato due cicli della Revisione Periodica Universale, rispettivamente nel 2010 e nel 2014, ed ha trasmesso su base volontaria il Rapporto di medio termine nel novembre 2017 (http://lib.ohchr.org/HRBodies/UPR/Documents/Session20/IT/ItalyMidTermReview.pdf).

Ogni utile informazione è disponibile al seguente link: http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/UPR/Pages/ITIndex.aspx.


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